poi io ti guarderò coi tuoi occhi e tu mi guarderai con i miei…

Guardare il mondo con gli occhi di un altro può risultare difficile ad alcuni, inutile ad altri. Ma allenarsi a farlo può diventare una grande risorsa da utilizzare tutte le volte che i nostri “occhiali di vita” non ci mostrano la via d’uscita di fronte alle situazioni labirintiche nelle quali possiamo trovarci coinvolti.

Molto spesso le incomprensioni sono il frutto dell’incapacità  di mettersi nei panni dell’altro. Di frequente  si tende a trasformare  le proprie strutture valoriali e di giudizio in muri di Berlino che impediscono il vero incontro con l’interlocutore, spesso percepito come potenziale invasore della propria verità soggettiva. Valori e giudizi differenti dai propri diventano spade pronte a sferzare i propri convincimenti.

Occhi diversi, Sorrisi uguali.

Spesso si giudicano le persone dal loro abbigliamento, dal modo in cui parlano, dallo stile relazionale che adottano, dal proprio orientamento sessuale e se tutto questo risulta essere ad un primo impatto lontano dal proprio modo di essere si prendono le distanze eliminando qualsiasi possibilità di confronto. “La diversidad nos enriquece” recita uno spot spagnolo che cerca di abbattere i pregiudizi e gli stereotipi sulle persone omosessuali, anziane, migranti…, la diversità ci riorienta, rinforza la nostra identità, ma per permetterle di agire in noi in questo modo, dobbiamo avere il coraggio di accoglierla, e non di rifuggirla nella paura che ci ingoi.

occhi

Questa capacità è innata o la si può apprendere?

Volendo usare un linguaggio più tecnico, la base neurofisiologica dell’empatia è innata in ognuno di noi, (approfondirò questo aspetto nel prossimo post) ma può essere stimolata o resa atrofica dall’imprinting dell’ambiente familiare nel quale il bambino vive i suoi primi anni di vita. Un ambiente familiare contenitivo e supportivo, improntato sull’ascolto delle necessità del bambino getta le basi per sviluppare la capacità di eterocentrarsi, di leggere e comprendere l’interiorità dell’altro.

happy family

Ma infine, cos’è l’Empatia?

“Un incontro a due: sguardo nello sguardo, faccia a faccia.
E quando sarai vicino io coglierò i tuoi occhi
Per metterli al posto dei miei,
e tu coglierai i miei occhi per metterli al posto dei tuoi,
poi io ti guarderò coi tuoi occhi e tu mi guarderai con i miei…”

Questo brano tratto dalla poesia scritta da J. L. Moreno  “Invito ad un Incontro” spiega bene ciò che succede quando due persone riescono veramente a fare esperienza dell’altro. J. L. Moreno fu il fondatore  dello Psicodramma, un metodo di psicoterapia di gruppo.

Questo metodo si avvale di alcune tecniche che stimolano delle funzioni mentali specifiche, alcune delle quali  permettono alla persona di mettersi nei panni dell’altro, di sentirne l’interiorità ed esprimerla. Ciò permette alla persona di allenare la sua capacità empatica, di uscire dall’autocentrismo e di ampliare gli orizzonti interpretativi della sua realtà.

Psychodrama session