L’uomo che costruì la sua vita sul proprio stile

Questo articolo inaugura “The Stylosopher“, un Blog che vuole essere un po’ diverso da ciò che già si può trovare in rete, se avrete la voglia e la pazienza di leggere tutte le tematiche che saranno trattate, settimana dopo settimana, spero imparerete ad apprezzare  il modo in cui si parlerà di Stile, Fatti della Vita e Punti di Vista. E per cominciare, un’intervista immaginaria a chi, dello stile, aveva fatto una filosofia di vita ed era riuscito ad interessare tanta parte della società in cui viveva: Lord George Brummell, detto “Beau“.

Immaginiamo di incontrarlo nella primavera del 1817, a Calais, dove si era trasferito dopo diversi problemi economici dovuti alla sua passione per il gioco e in seguito ad una questione non risolta con Re Giorgio IV.

TS: “Buongiorno Lord Brummell, è un onore incontrarla di persona, Lei è un mito vivente, come si sente in questa veste?”

GB: “La ringrazio per i convenevoli, ma francamente più che un mito vivente, mi sembra di essere un reperto di un’epoca che non c’è più: certo, capita, anche spesso, che persone che frequentavo a Londra, quando abitavo in Chesterfield Street, vengano a trovarmi qui, sperando di carpire qualche segreto di Stile da riciclare alle loro feste, ma ormai manca quell’atmosfera che una volta rendeva unici quei momenti di svago e spensieratezza.”

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TS: “Mi dica Lord Brummell, cosa è per lei lo Stile?”

GB: “Lei non ha idea di quanti mi abbiano fatto questa domanda, mi resta il dubbio che in pochi abbiano capito la risposta. Vede, lo Stile è qualcosa di molto personale che si evolve con la nostra esperienza. Negli anni ho sempre cercato di vivere fuori dagli schemi, all’inizio ostentando un modo di apparire e presentarsi totalmente diverso dalla consuetudine, successivamente ho capito che una sobria eleganza mi avrebbe aiutato a far emergere dettagli più sottili del mio carattere, che avrebbero lasciato il segno più di qualunque abito sontuoso. Ecco, questo è lo Stile.”

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TS: “Quindi lo Stile per Lei è innanzitutto un modo di relazionarsi agli altri? Eppure di Lei si parla tanto per le innovazioni portate al modo di vestire, per tanti uomini Lei è un riferimento!”

GB: “Non so se verrò ricordato quando non ci sarò più, e quale idea avranno di me le generazioni a venire. Non mi sono mai privato di nulla, ho sempre vissuto al limiti, talvolta oltre le mie possibilità; non rinnego nulla di ciò che ho fatto, era parte del mio essere, ma se proprio dovesse rimanere nel tempo il mio ricordo non  vorrei che fosse per i vestiti che ho indossato, ma piuttosto per il modo di fare sobrio, per il modo di vestire elegante e compìto e per l’arguzia a volte contaminata da un po’ di sfrontatezza.”