Macchine per scrivere: quando lo stile non ha epoca

Computer, tablet, smartphone, registratori vocali… Con il passare dei secoli scrivere è diventato molto più semplice e tecnologico: la vecchia e cara penna, per non parlare dell’affascinante calamaio con l’inchiostro, è stata superata da strumenti hi-tech che rispondono all’esigenza dello “short and deep” tipica del digitale, fuor di metafora, poca impresa tanta resa.

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Le macchine per scrivere (e non da scrivere, per favore!) restano, invece, immortale: un emblema di artigianato scrittorio, un mezzo che permette di annoverarsi nella categoria degli scrittori, più o meno maledetti, ma che funge sicuramente anche da oggetto di design e, perché no, di lusso.

Come dimenticare la Lettera 22, la famosa Olivetti utilizzata, tra gli altri, da Pier Paolo Pasolini, Indro Montanelli, Leonard Cohen, Sylvia Plath? E l’Olympia SG sicuramente tempestata di cenere e macchie alcoliche utilizzata da Charles Bukowski? E poi la Smith Corona sognante di David Foster Wallace, la psichedelica Hammond n.1 di Lewis Carroll, l’Olympia SM3 dell’ironico Woody Allen, la Royal Standard di Jack Kerouac con cui scrisse On the road su 36 metri di carta da tappezzeria… Pianoforti per scrittori con cui comporre sonate immortali.

Per provare un po’ di nostalgia e per desiderare una macchina per scrivere, godetevi la gallery qui sotto…